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Chiesa
di San Giorgio Maggiore
La
chiesa di San Giorgio Maggiore si erge maestosa sulla sua
isola, circondata dal monastero, il campanile e due piccoli
fari neoclassici. L'isola di San Giorgio è stata occupata
a partire dal X sec. da un monastero benedettino, ma gli
edifici vennero distrutti da un terremoto nel 1223. Nel
1565 Andrea Palladio fu incaricato di costruire una nuova
chiesa, che fu terminata nel 1576, tranne la facciata, ultimata
nel 1611 da Simone Sorella sul progetto di Palladio. La
facciata in pietra d'Istria è composta di due frontoni sovrapposti,
sostenuti da quattro colonne composite giganti e otto pilastri
corinzi. Per questa chiesa Palladio prende a modello i grandi
edifici termali romani antichi. L'interno della chiesa è
a croce latina a tre navate; alla navata principale con
volta a botte e controventata da tre volte a crociera, segue
l'espansione laterale delle absidi e verticale della grande
cupola su tamburo. A quest'ultima è affiancato il presbiterio
dal quale, attraverso una transenna di colonne, è visibile
il coro che si pone come un interno-esterno, quasi la transenna
fosse il pronao di una villa attraverso il quale osservare
il paesaggio. Nella Cappella a destra del presbiterio una
delle prime opere rococò dipinte a Venezia: Madonna in trono
e santi di Sebastiano Ricci. Mentre nel presbiterio si trova
uno splendido gruppo bronzeo di Girolamo Campagna e alle
pareti due opere che Tintoretto dipinse a quasi ottant'anni:
Ultima Cena e La manna nel deserto. Nel coro dei monaci,
stalli lignei del 1598 (Storie della vita di S. Benedetto);
all'altare del coro invernale (o sala del Conclave), S.
Giorgio che uccide il drago, tela di Vittore Carpaccio.
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