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Piazza
San Marco (procuratie vecchie e nuove, ala napoleonica)
A
Venezia esiste una sola Piazza, le altre sono chiamate Campi.
Un tempo luogo di esecuzioni capitali e giochi, oggi ci
sono orchestre dei caffè alla moda e i colombi, gioia per
i turisti e minaccia per i monumenti. Gli edifici che la
delimitano mostrano la storia della Piazza, dal IX secolo,
quando il campanile e la basilica furono iniziati, all'inizio
del XIX secolo, quando Napoleone fece abbattere una chiesa
per ricavare lo spazio necessario alla costruzione di una
sala da ballo. A sinistra della Torre dell'Orologio, una
lunga costruzione limita a nord la Piazza; si tratta delle
Procuratie Vecchie, disegnate da Mauro Codussi, residenza
dei procuratori di San Marco e parzialmente ricostruite
dopo un incendio. Di fronte si trovano le Procuratie Nuove
furono iniziate da Vincenzo Scamozzi nello stile della Biblioteca
Marciana e prolungate verso ovest da Longhena. Le due Procuratie
furono unite all'estremità ovest della Piazza dall'Ala Napoleonica,
su progetto di Giovanni Maria Soli per ospitare una grande
sala da ballo. Nel 1529 i procuratori affidarono all'architetto
e scultore Jacopo Sansovino il compito di proseguire l'impresa
di modernizzazione della Piazza. La Libreria Marciana, che
occupa l'angolo della Piazzetta di fronte al Palazzo Ducale,
fu uno dei primi edifici classici romani della città. La
pavimentazione della Piazza, fatta di trachite dei Colli
Euganei e di pietra d'Istria, è stata effettuata nel 1723
su disegno di Andrea Tirali.
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